Edwards for the ages non basta, Fenerbahce batte la Virtus
Hackett con la sua energia e un Carsen Edwards devastante fanno sognare la Virtus Arena, ma con i campioni in carica non è sufficiente
La Virtus comincia con la faccia giusta il doppio turno casalingo di Eurolega, tuttavia al termine di un match molto combattutto cede con onore ai turchi del Fenerbahce, campioni in carica della competizione e alla sesta vittoria nelle ultime 7 partite giocate. Bologna cede 80-85 e incappa nel terzo ko casalingo della sua stagione europea. Il treno per i play-in ora passa da un crocevia decisamente importante, venerdì, sempre sotto le due torri, gli uomini di Ivanovic tornano in scena contro la Stella Rossa Belgrado.
Il match della Virtus Arena
Il match della Virtus Arena parte con un protagonista su tutti che vuole immediatamente prendersi la scena: Edwards contro la sua ex squadra ingrana subito le marce altissime, in poco più di 3 minuti è già in doppia cifra. Il pacchetto italiani virtussino produce un ottimo lavoro in difesa e a rimbalzo, ne consegue il 19-9 che costringe i campioni in carica ad interrompere il gioco per trovare contromisure. Jasikevicius ottiene le risposte cercate da De Colo e Horton-Tucker, in particolare dall’ex Lakers, che arriva come Edwards in doppia cifra di fatturato e riporta a un possesso di distanza il Fenerbahce al termine dei primi 10’, 25-22.
Ivanovic, viste le assenze sotto i tabelloni, prova a giocarsi le sue carte con un quintetto piccolo e Niang in posizione di lungo. Alston Jr. si porta a casa la prima giocata da highlights. Sale di tono l’intensità di due delle difese migliori dell’intera competizione, la Virtus dalla lunetta e con il contropiede su palloni recuperati prova nuovamente la fuga (37-29). Per la seconda volta è Horton-Tucker con il suo immenso atletismo ad incaricarsi della rimonta, seguito a ruota dall’asse ex Olimpia Melli-Devon Hall. Niang, fresco di MVP dell’ultimo Round di Eurolega, decolla aiutato dai razzi che si ritrova sotto le scarpe e incendia la Virtus Arena. Bologna conduce all’intervallo 47-40.
Ad inizio ripresa i turchi provano ad alzare il ritmo, Biberovic, pericolosissimo tiratore, mette i primi 3 della sua serata. Le V nere invece sbagliano molte conclusioni, si innervosiscono e vedono gli ospiti effettuare il sorpasso grazie proprio a una complicata soluzione trovata da Biberovic allo scadere dei 24. De Colo completa un gioco da 3 punti, che tenta di incrinare le certezze di Bologna ma Edwards dopo i 19 depositati a metà partita torna a mordere nel momento del bisogno (53-55). Hackett con il suo immenso bagaglio di esperienza prova a scuotere la Virtus. Horton-Tucker da fuoriclasse puro fa capire che per la palma di MVP è serrata lotta a due. Il botta e risposta al tiro pesante tra Edwards e Hall lancia l’ultimo decisivo quarto sul 60-65.
La difesa di Jasikevicius tenta di braccare definitivamente la linfa produttiva di Bologna, che non riesce ad approfittare di un giro da vuoto dei turchi per cucire il divario. Matt Morgan, grazie all’instant replay, rimette tutto “on the line” per gli ultimi 5 minuti travestiti da overtime. Le squadre sembrano sulle gambe ma il più fresco è Hackett che alza i decibel con un recupero difensivo sublime. Biberovic ammutolisce la Virtus Arena, Alston si ricorda di essere un tiratore da oltre il 50% dall’arco e risponde, Edwards scolpisce il trentello del sorpasso a un minuto e mezzo dalla sirena (75-74). Horton-Tucker si inventa una magia in faccia a Niang, Edwards non ci sta ed estrae dal cilindro un coniglio con la C maiuscola. Biberovic non trema dalla linea della carità, porta nuovamente i suoi avanti di un possesso pieno. I falli sistematici e le due triple fallite dal go to guy di Ivanovic segnano la fine di una vittoria a lungo sognata per Bologna che cede 80-85, al termine di un incontro combattutissimo.

Le chiavi della partita
Una Virtus incredibile nella prima metà di gara si scontra con tutta la consistenza difensiva del Fenerbahce nella seconda parte di partita.
Edwards è leggendario in particolare nel primo quarto, Horton-Tucker il più pronto a rispondere alle folate e ai tentativi di fuga virtussini. Dopo l'intervallo emerge tutta la volontà dei turchi di prendere in mano le redini del match, rallentando i ritmi per costringere la Virtus ad essere più riflessiva ed è proprio in quel momento che probabilmente emerge la mancanza di Vildoza.
A conti fatti è il terzo periodo da soli 13 punti prodotti quello che costa il match a Bologna, che eccetto il suo go to guy vive una serata al di sotto dei suoi standard dalla lunga distanza, tirando un piuttosto impreciso 6/26.
Grande equilibrio nella lotta a rimbalzo.
Horton-Tucker MVP, nonostante un grande Edwards
Horton-Tucker continua ad adattarsi alla grande al basket europeo dopo il suo trasferimento dall'NBA all'inizio di questa stagione. E' il giocatore più continuo dei suoi durante l'intera gara, chiude con 28 punti e la tripla da “ball don't lie” prima dei liberi di Biberovic.
Proprio Biberovic mette a referto 15 punti, con un grande impatto successivamente all'intervallo con triple mortifere delle sue e i viaggi sulla linea della carità decisivi nel finale.
De Colo, cervello e allenatore in campo della squadra chiude con 12 punti e 5 assist.
Sponda Virtus, Carsen Edwards è semplicemente leggendario, inizia con 15 punti nel solo primo quarto, chiude con 35, sua seconda miglior prestazione da quando è sbarcato all'ombra della basilica di San Luca: l'ultimo bianconero ad arrendersi.
Morgan e Alston chiudono entrambi con 14 punti, ma convivono con una serata complicata da 3, segnando infatti in combinata 1 tripla su 11 tentativi. Infine promosso anche il reparto italiani, con Niang che non riesce a replicare l'uscita di Dubai ma non sfigura e Hackett che grazie alla sua energia, al suo contributo e alla sua esperienza mantiene in vita le V nere fino al tramonto del match.
