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Il grande classico del basket italiano non delude mai le aspettative, ma questa volta a dettare legge è la Virtus Bologna. In un'arena incandescente e spinta dal calore del proprio pubblico, le V Nere si aggiudicano l'eterno Derby d'Italia piegando l'Olimpia Milano con un roboante 104-94. È stata una partita ad altissima intensità, condotta dai padroni di casa con lucidità e ferocia agonistica, capaci di imporre il proprio ritmo fin dalla palla a due e di respingere colpo su colpo ogni tentativo di rimonta delle Scarpette Rosse, avvenuta troppo tardi con il solito Armoni Brooks e un Pippo Ricci implacabile dall'arco. A fare la differenza e a spaccare in due la difesa avversaria è stato lo straripante talento del duo formato da Carsen Edwards e Derrick Alston Jr., autori di 55 punti combinati e veri dominatori del parquet. Grande prova anche di Francesco Ferrari, con 11 punti e tanti buoni spunti attacco e difesa. Con questo trionfo di puro spettacolo, Bologna non solo si prende la supremazia nella rivalità più sentita della pallacanestro tricolore, ma lancia un segnale inequivocabile al campionato, consolidando con prepotenza la vetta della classifica.

 

La partita

Inizio gara nel segno dei due azzurri della Virtus, Momo Diouf con una stoppata super su Bolmaro, Saliou Niang con la sua velocità in transizione. Un altro canestro in coast to coast di Alston piazza il 7-2 iniziale per le V nere. L’Olimpia rientra subito con un Nebo preponderante sotto canestro. Sembra aver cambiato piglio rispetto alle ultime uscite anche Derrick Alston Jr, molto bravo ad attaccare il ferro e costringere i difensori milanesi a diversi falli. I canestri dal palleggio di Bolmaro e Shields fanno rientrare però definitivamente gli uomini di Poeta a metà parziale (15-13). Nuovo allungo della Virtus, con gli ingressi di Morgan e Ferrari. I 5 punti consecutivi dell’ex Cividale fanno esplodere l’Arena, e gli uomini di Ivanovic ritrovano discreto margine di vantaggio (26-17). L’Olimpia commette tanti errori banali al tiro, ma resta a galla grazie ai rimbalzi di Nebo. Il buzzer di Edwards sulla sirena fissa il punteggio sul 30-22.

Grande serata al momento per i lunghi Virtus, con anche Smailagic e Diarra che giganteggiano sotto canestro contro il quintetto piccolo di Milano. Il pivot maliano si rende protagonista subito di una super stoppata su Shields oltre che a diversi ottimo movimenti nel pitturato. Due triple consecutive di Pippo Ricci riavvicinano l’Olimpia (36-31), che però soffre tremendamente la fisicità dei centri dei bolognesi. Il nuovo parziale di 6-0 delle V nere, con i milanesi che sbattono contro la difesa aggressiva degli uomini di Ivanovic e producono pochissimo in attacco, costringe Poeta a correre ai ripari. Esordisce nel match Nico Mannion, che mette subito fine all’emorragia offensiva, ma la Virtus non si ferma, arrivando con la bomba di Alston in doppia cifra di vantaggio (44-34). Nel finale Milano torna sotto con le iniziative di LeDay e Bolmaro, ma il vantaggio dei locali rimane considerevole, punteggio 54-45 all’intervallo lungo. Le V nere hanno tirato col 63% dal campo e il 50% dall’arco in questa prima parte.

Entra in partita dopo un primo tempo opaco Karim Jallow, che fa valere l’atletismo con ottimi movimenti in post basso, ma è costretto ad uscire precocemente per problemi di falli. Bene anche Carsen Edwards che con i suoi canestri dal palleggio porta la Virtus sul massimo vantaggio (62-49). Dominante al ferro in difesa come ad inizio partita Momo Diouf, che confeziona un’altra stoppata spettacolare su Shields. Ancora poca cosa in attacco l’Olimpia, che fatica a trovare tiri comodi ed abbassa le percentuali. Bene al solito a rimbalzo Nebo, mentre Shields instancabile attacco e difesa prova a scuotere i suoi. Un Ferrari in serata magica fa valere finalmente tutte le sue qualità attacco e difesa, ben figurando anche a rimbalzo. Le V nere comunque non riescono a scavare l’affondo decisivo, e Milano rimane a galla con le triple di Pippo Ricci e i canestri di un Brooks che sembra essersi finalmente acceso (68-61). Nel finale gli ospiti tornano definitivamente sotto, con un parziale 12-6, trascinati da Guduric e dallo stesso Armoni Brooks, mentre la Virtus fa fatica a trovare fluidità in attacco, e mantiene il vantaggio minimo solo grazie ad un superlativo Alston Jr. Punteggio 74-73.

Ultimi 10 minuti che partono con un parziale iniziale di 6-0 per i bolognesi, che alzano il tiro in difesa e collezionano due ottimi recuperi. Carsen Edwards prende ritmo e si accende, facendo rianimare la Virtus Arena. I suoi 6 punti iniziali riscavano il gap nel punteggio (82-73), con Milano che fatica nuovamente a segnare. Tutti in piedi per Ferrari, che mette un’energia pazzesca a rimbalzo e riconsegna ai padroni di casa la doppia cifra di vantaggio. Si rinnova il duello a distanza delle due star della partita, Armoni Brooks e Carsen Edwards, che hanno iniziato a bombardare con grande continuità dalla linea dei 3 punti. Prova a riavvicinarsi Milano con i canestri di Ricci e Guduric, ma un’ingenuità di quest’ultimo su un tiro da 3 innocuo di Alston rispedisce indietro gli uomini di Poeta a 4 minuti dalla fine (92-81). Armoni Brooks non sbaglia più, ma la Virtus gestisce i possessi chiave e mantiene il vantaggio, con i canestri decisivi di un Derrick Alston Jr tornato finalmente ai livelli a cui ci aveva abituati. La tripla di Carsen Edwards in equilibrio precario chiude definitivamente il match. Le V nere tornano a vincere e a segnare tanto in attacco. Un’ottima prova corale contro una grande squadra come Milano. Finisce 104-94.

Le chiavi

Lo strapotere del backcourt nei 55 punti combinati di Edwards e Alston Jr. Non si tratta solo di numeri, ma di come sono arrivati: i due esterni virtussini hanno costantemente battuto il proprio uomo dal palleggio, spezzando la prima linea difensiva milanese e trovando soluzioni individuali o scarichi perfetti. Milano non ha mai trovato le contromisure per arginare il loro uno-contro-uno.

Segnare 104 punti all'Olimpia significa aver dettato i tempi della gara. La Virtus ha imposto un pace altissimo, correndo in transizione ogni volta che ne ha avuto l'occasione e punendo i rientri a volte compassati degli ospiti. L'abilità di Bologna nel colpire nei primi secondi dell'azione ha impedito a Milano di schierare la sua proverbiale difesa a metà campo.

La battaglia sotto le plance ha premiato Milano per quanto riguarda il conto dei rimbalzi offensivi, ma l'aggressività e l'energia dei padroni di casa sono stati cruciali nei momenti decisivi. Le V Nere hanno catturato un numero cruciale di  extra-possessi che hanno generato punti pesanti e, allo stesso tempo, frustrato psicologicamente i tentativi di rimonta dell'Olimpia. Bene sotto questo aspetto Momo Diouf e Aliou Diarra.

Una partita contro Milano non si vince mai in discesa. Ogniqualvolta l'Olimpia ha provato a ricucire lo strappo (specialmente con le fiammate a cavallo tra il terzo e il quarto periodo), la Virtus ha risposto con un cinismo spietato. Una tripla dall'angolo, uno sfondamento subito o un recupero difensivo: Bologna ha sempre trovato la giocata giusta per spezzare l'inerzia e respingere gli avversari a distanza di sicurezza.

 

 

#marza e #mazzola | Chi ne perde due di fila tra Fener end Oly?

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