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Punter al tiro contro la sua ex Milano
Punter, Barça - Barça Basket X

Non riesce a rialzarsi l'Olimpia, che cade ancora al Forum, questa volta battuta dal Barcellona, 81-89. La squadra di Poeta non dà continuità alla buona partita di Napoli e ora l'attende un tremendo trittico tra Virtus in LBA e la doppia trasferta di Atene.

Il Match

L'inizio del Barcellona è più brillante, ottime percentuali, due triple di Parra dai due angoli e Poeta che chiama timeout presto (7-14). Milano resta in scia con la tripla di Peters, decisamente meno rinunciatario nell'incipit. In tutta onestà, più che due attacchi brillanti, non fanno grande mostra di se le difese, con un paio di canestri concessi con timidissima opposizione.

La prova è che al minimo alzarsi dell'intensità fisica, gli attacchi non mantengano la stessa fluidità. Tiri peggiori, peggiore resa. Lapalissiano. dal 12-16 dopo meno di 5', le squadre si bloccano per diversi minuti. Rimane l'equilibrio, spezzato dal tap-in sulla sirena di un'ottimo Parra (10 nel primo quarto), 21-23. 

Milano costruisce anche discreti tiri, specialmente quando riesce ad accelerare. Il Barça rimane però avanti, nonostante una limitata lucidità, compensata dal dominio a rimbalzo offensivo (10-3 nel primo tempo per gli ospiti). L'Olimpia, nel momento di maggiore difficoltà, trova ancora una volta un deciso Mathews, con una tripla su secondo possesso accorcia sul 32-37. Non è la sfida tra le due squadre più in forma del momento, si nota, ma l'Olimpia trova, pur nelle difficoltà, momenti positivi, regge gli up dei catalani e il canestro di Bolmaro (con dedica non ironica all'ex Nebo) sulla sirena fissa il risultato sul 40-44. Sembra un promettente primo tempo.

Milano per una volta esce bene dall'intervallo, ma è punita ancora dai rimbalzi offensivi e una bella azione di short roll di Nebo, apre una tripla comoda dall'angolo per un buon Martin, che fa +6 (49-55). Il momento di crisi però arriva, purtroppo puntuale come in quasi tutte le partite. 9-3 che costa il -14, incappando in errori banali sui due lati. 

Burnell mette un paio di triple, di fondamentale importanza che tamponano la caduta milanese, per questa serata non così profonda come in precedenti episodi. L'Olimpia, in qualche modo regge e sembra capitalizzare con la tripla di Thompson che riporta sul -4, prima del jolly sulla sirena di Gibson (64-71).

La partita non sale di giri. Si spezzetta, il ritmo, intravisto a tratti, latita e le squadre perdono lucidità. Milano spreca occasioni per riavvicinarsi, gli ospiti per allungare. Burnell fa 4/5 da 3, riavvicina i suoi, ma ancora una volta il Barça colpisce, con un gioco da 4 punti inventato da Punter. L'ex mette punti a tabellone di puro talento e Milano è di nuovo sotto in doppia cifra. L'Olimpia non si rialzerà più. I blaugrana si affidano al talento delle sue guardie e controllano la timida reazione finale. 1-6 per i biancorossi che eguagliano il peggior inizio nella storia della competizione.

Le Chiavi

I Rimbalzi offensivi. Un dominio per il Barcellona. 11-17, costante per tutta la partita. La risposta a tanti problemi di percentuali, creando tantissimi secondi possessi che alla fine, una squadra di talento come quella di Sekulic è stata brava a sfruttare. L'immagine anche finale con l'ex Nebo a fissare il risultato finale proprio con un tiro put back.

Black-out e poche luci. Un discreto primo tempo, che mostra un'Olimpia che da segnali di intensità. Sembra riuscire a trovare transizione e ritmo. Non c'è continuità, ma lampi che tengono Milano in partita. Poi i black-out più o meno lunghi, sempre gravi. Senza appigli. Non un bersaglio offensivo che prenda per mano i compagni. Errori banali in difesa e in attacco (19 perse). Quando arriva la negatività, Milano ne è semplicemente travolta. E anche i rientri, costruiti su piccoli frame positivi si bloccano sul più bello, frutto di una lucidità carente.

Confusione. Che si vede in tante scelte e nell'atteggiamento di tanti interpreti. La transizione sembra dare buoni frutti, ma non si stressa il ritmo di fatto perdendone e complicando gli attacchi. Giocatori che vivono buoni momenti ricadere in disattenzioni difficili da spiegare che fanno sprofondare la fiducia. La vittoria di Napoli, risalendo dalle difficoltà iniziali, non lasciava presagire una squadra di nuovo così passiva. Ne sono lo specchio i vari Wright, Peters e Thompson. Specialmente i primi due, autori di un incoraggiante primo tempo, di nuovo rinunciatari e molli nella ripresa. 

Capitolo a parte merita Guduric. Un grande campione che forse non ha mai davvero trovato il fit corretto e che sta perdendo anche il feeling con il palazzo. Partita inquietante, oltre i 2 punti e 2 tiri, molto arrendevole che evidenzia tutta la difficoltà del momento meneghino. 

Martin al ferro contro Milano
Martin, Barça - Barça Basket X

I Protagonisti

In casa Barcelona, gli esterni, che sottolineano in maniera plateale quello che forse servirebbe a Milano. Gibson, Robinson e Punter. I catalani non lasciano a bocca aperta per qualità del gioco, non son la versione calcistica del club insomma, ma hanno talento e capacità di creare e metter punti. Forse a volte esasperando l'assunto, ma nelle serate in cui la palla cade morbida in retina basta e avanza. 10+8 assist per l'ex Trapani, 13 per Gibson, importante sui due lati nel finale e Punter, crudele ex, forse mai sostituito come profilo. 17 punti, 10 nell'ultimo quarto, con un paio di canestri di classe e talento. Buoni spunti anche da Martin (14+7 rimbalzi).

Milano può parzialmente consolarsi con la buona prestazione prettamente dall'arco di Burnell, 15 con 4/5, canestri che hanno tenuto l'Olimpia a galla.  Bolmaro e Thompson fanno 12, Peters 13, ma anche la sensazione di non incidere sulla partita come ci si sarebbe aspettato.

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