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Lyles segna contro Milano
Lyles, Real - Real Madrid Basket X

Milano crolla a Madrid. Il Real stritola l’Olimpia che regge un quarto prima di esser travolta. Un ispiratissimo Real, che mostra ampi brani di quella che, sembra esser sulla strada di una contender. Alla Movistar Arena finisce 106-77.

La Cronaca del match

Milano prova ad attaccare Tavares in difesa, coinvolgendolo nei pick and roll, sfruttando cambi o il pop di Booker. Il piano è promettente ma l’attacco del Real parte in grande ritmo. La difesa Olimpia pecca di complicità e al primo time-out Madrid è avanti 19-12.

Anche perché il Real parte 4/5 dall’arco , confermando la buona tendenza degli ultimi incontri di Eurolega, tirando sempre al 40% e anche oltre (48% col Maccabi). Serve un nuovo time-out, questa volta a firma Poeta per cercare di placare l’ondata merengues.

L’attacco milanese stagna, perde efficacia e prende tiri sbilanciati. Cose da evitare davanti alla squadra di Campazzo. Transizione e tiro da 3 e il Real straripa (30-17). Due triple danno ossigeno all’Olimpia. Una, razionalissima e ben costruita di Ricci dall’angolo e la seconda, solita,  provvidenziale e con-uomo-nel-cilindro di Brooks. 30-23 è un affare.

Si mette al lavoro Lyles. Come ad inizio della gara del PalaLido, il prodotto di Kentucky è bravo a creare dal post basso. Un assist per Garuba, un jumper dal mezzo angolo e una conclusione al ferro. Il canadese mostra che ci sa fare anche lontano da canestro. Penetrazione e tripla e massimo vantaggio Real (41-27). 75% dall’arco, 69% da 2, concedendo queste percentuali è impossibile vincere. 

Il Real ha taglia e fisicità che fa soffrire l’Olimpia, le percentuali non scemano e Lyles, 11 nel periodo, condannano gli ospiti al -18 (54-36) all’intervallo. Non cambia la musica nella ripresa. Cambia lo strumento. A suonare Milano arriva Tavares, l’unico non a referto (insieme a Deck) fino a quel punto, e con 6 punti aggiorna il nuovo massimo vantaggio (62-39). Le squadre son agli antipodi per energia e atteggiamento. Termometro del Real, Hezonja. Coinvolto, concentrato, allacciato in difesa, poco lamentoso. Se Super Mario è questo di solito il Real funziona.

Tavares schiaccia contro Milano
Tavares, Real - Real Madrid Basket X

Milano continua a litigare col tiro da fuori, nonostante alcuni tiri che mettono a nudo le difficoltà madridiste nel difendere su questo fondamentale. Troppa grazia per questo Real. Real che prova altro e praticamente rinuncia al tiro da fuori e continua a cavalcare Tavares. 10 per il capoverdiano nei primi 8’ del secondo tempo.

Milano non ha mai spiragli. Un timido 7-0 riporta al -20 (75-55) ma ancora un perfetto Lyles sistema le cose. L’ultimo periodo diventa garbage time. Okeke al ferro sigla il +30, Feliz di nuovo scollina quota 100, ancora dall’arco (101-71), Kramer vuole mettersi in mostra e la sirena, non salvifica come la campanella, ma conclude la serataccia milanese sul   . E la testa vola a giovedì quando a Milano sarà di scena lo Zalgiris, in un matchup 

Le chiavi del match

Serviva aggressività ed energia per cercare di espugnare la Movistar Arena, sempre più fortino dei ragazzi di Scariolo. Ebbene Milano sembra scarica e viene travolta da un Real che conferma le potenzialità di questo roster.

Fisicità, taglia, talento esaltati dal ritmo e dalle transizioni del general Campazzo. Un Real spesso lunatico nella prima parte di stagione, che dopo il clasico perso in Liga, pare è forte crescita. Strano per un squadra che è 9-1 nelle ultime 10 di Eurolega. Ha messo in mostra le illimitate possibilità nella mani di coach Scariolo. Difensivamente, sfruttando le misure e l’intensità. Ha saputo cavalcare le diverse frecce al suo arco. Il talento di Hezonja, la completezza di Lyles (17 in 17’ con un solo errore dal campo), la forza di Tavares. Il tutto orchestrato dal Campazzo. E che tutto funzioni si vede anche dai numeri. 

Roster gestito serenamente (massimo 21’ per Okeke), 72% da due, 57% da 3 (sporcato nel finale). 25 assist e un netto dominio a rimbalzo (35 a 20). La nota stonata della serata? Il pelo nell’uovo. Il solo Deck, un po’ avulso dal sistema (non certo da oggi), unico a non segnare. 

Per Milano una trasferta da dimenticare. Poca energia, poca reazione. Difficoltà nel segnare dall’arco (32%), una serata normale di Brooks e pochi squilli in generale. Un attacco troppo spesso lento, stagnante e una difesa sopraffatta dalla maggiore intensità blanca. Non il viatico sperato da coach Poeta per il trittico casalingo (con un Bolmaro in più), quanto mai essenziale per le speranze play-in.

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