La Virtus ci prova ma subisce un altro amaro ko interno contro la Stella Rossa
Le Vu Nere cadono davanti al proprio pubblico: la Stella Rossa domina in attacco e si prende i due punti, complicando il cammino per i play-in della squadra bolognese.
Una serata che doveva essere quella del riscatto si trasforma in un brusco risveglio per la Virtus Bologna. Davanti ai novemila della Virtus Arena, la squadra di casa cade sotto i colpi di una Stella Rossa cinica e implacabile, capace di scardinare la difesa bianconera con una pioggia di triple e un ritmo forsennato che non ha lasciato scampo.
Il finale di 93-102 fotografa una partita giocata a viso aperto, ma che ha visto le Vu Nere rincorrere per quasi quaranta minuti, pagando a caro prezzo i passaggi a vuoto difensivi e le troppe palle perse nei momenti cruciali del terzo quarto. Nonostante i tentativi di rimonta guidati dal cuore di un ispirato Derrick Alston Jr e da un Momo Diouf stellare sotto canestro, la precisione dei serbi dall'arco ha spento ogni speranza di ribaltone. Con questa sconfitta, il cammino verso la post-season di Eurolega si fa terribilmente in salita, obbligando la compagine bolognese a una reazione immediata per non vedere scivolare via il treno dei Play-in.
La partita
Subito attivo Jordan Nwora, che infila i primi 9 punti della Stella Rossa e punisce da ogni posizione. Per la Virtus colpisce Derrick Alston Jr, in un momento di forma straordinario, che con la sua verticalità attacca molto bene il canestro. La fisicità e l’atletismo dei lunghi dei serbi si fa sentire, con Izundu e Motiejūnas che mettono subito in difficoltà le V nere, che dovranno necessariamente soffrire sotto questo aspetto. Si accende anche Carsen Edwards con le sue serpentine, mentre Ale Pajola gestisce i possessi offensivi e confeziona ottimi assist per i compagni. Dopo cinque minuti la partita è in sostanziale equilibrio (15-15). Entra Niang e gli attacchi bolognesi iniziano a farsi più fluidi, e il parziale di 5-0 con la tripla di Hackett danno entusiasmo alla Virtus Arena. I serbi sono però molto precisi dall’angolo e rispondono colpo dopo colpo con le bombe di Kalinic e Yago Dos Santos. Nel finale i padroni di casa perdono due palloni sanguinosi che consentono alla Stella Rossa di piazzare un ulteriore solco, ed il primo quarto si chiude 26-31.
Torna in campo Luca Vildoza dopo l’infortunio, ma il copione non cambia, con la Virtus che fa tanta fatica a girare palla, chiusa dalla difesa a zona degli avversari, che continuano a non sbagliare dall’arco, con anche Butler che sblocca il tabellino. Il minibreak di 5-0 costringe Ivanovic a fermare subito il gioco, con i suoi in doppia cifra di svantaggio (26-36). Cominciano a sbloccarsi le V nere, ma con questa Stella Rossa, che continua a macinare gioco e a tirare con percentuali irreali (finiranno il primo tempo col 58% dall’arco), è veramente difficile. Incredibile la capacità dei serbi di trovare punti nelle mani da tutti i suoi uomini, esterni o interni che siano. Per fortuna della Virtus Momo Diouf combatte come un leone nel pitturato, generando punti importantissimi negli extrapossessi. L’apporto di Edwards e la precisione di Alston Jr fanno tornare i padroni di casa a ridosso nel finale (43-46). Cominciano a sbagliare anche gli uomini di Obradovic, e la sfida si fa adesso bellissima, con gli attacchi che predominano sulle difese. Impressionante l’elevazione di Saliou Niang, che vola tra i lunghi della Stella Rossa e garantisce tanti punti preziosi. Restano tante le palle perse per gli uomini di Ivanovic, che chiudono sotto all’intervallo lungo sul 52-57.
Ritmi più blandi in avvio terzo quarto, Alston ed Edwards provano a ricucire il gap, ma il nervosismo ed alcuni errori ai liberi di Pajola non consentono alla Virtus di rientrare definitivamente. Si accende anche Codi Miller-Mcintyre, fin qui poco presente, con due triple pesantissime. Alle V nere mancano i punti nelle mani di Matt Morgan, fin qui ben limitato dalla difesa serba e costretto a forzare molto. Un gioco da 3 punti completato da Ojeleye portano la Stella Rossa sul massimo vantaggio a metà parziale (62-75). Adesso i rimbalzi pendono nettamente dalla parte degli ospiti, che fanno ruotare quasi tutti i giocatori. La truppa di Obradovic sembra prevalere nettamente, dominando nel pitturato e continuando a trovare punti importanti. Si va agli ultimi 10 minuti con il punteggio di 68-82.
Poca energia e forza fisica per la Virtus, che continua a soffrire tanto in attacco e a concedere troppi punti facili e tiri aperti alla Stella Rossa, che apre l’ultimo parziale con un parziale di 5-0, ritoccando ancora il massimo vantaggio (68-86). Partita che adesso sembra definitivamente chiusa. Si viaggia sulle ali del nervosismo, con Edwards che si spegne in attacco e si becca anche il tecnico dopo un battibecco con gli arbitri. I serbi nel mentre continuano a viaggiare spediti, superando quota 90 punti a 6 minuti dalla fine. Due triple consecutive di uno scatenato Derrick Alston Jr, di gran lunga il migliore dei suoi insieme a Diouf, uniti al fallo tecnico di Butler, ridanno speranza ai tifosi virtussini, e la Virtus prova a riportarsi sotto, ma la risposta immediata di Kalinic la rispedisce subito a debita distanza. Tanti errori da ambo le parti nel finale, si accende Vildoza con 7 punti consecutivi ma è troppo tardi. La Stella Rossa resiste e porta a casa la partita, che finisce sul 93-102.
Le chiavi
La chiave tattica primaria è stata la gestione del ritmo. La Stella Rossa ha mosso la palla con estrema rapidità, punendo sistematicamente le rotazioni in ritardo di Bologna sul Pick&Roll. Codi Miller-McIntyre è stato il chirurgo della serata: la sua capacità di battere il primo uomo (spesso superando un Pajola apparso meno brillante del solito in pressione) ha costretto gli aiuti dal lato debole, liberando tiratori come Nwora e Kalinic. Derrick Alston Jr e Carsen Edwards hanno provato a rispondere con la loro creatività e le giocate dal palleggio, ma la fluidità offensiva serba è stata superiore per costanza.
Nonostante l’impegno di Momo Diouf stellare e vero battagliero nel pitturato, la battaglia sotto le plance è stata vinta dai serbi. La Virtus ha sofferto terribilmente la verticalità della Stella Rossa, concedendo ben 14 rimbalzi offensivi che si sono tradotti in 18 punti da seconda opportunità, un dato fatale in un match così ad alto punteggio.
Bologna ha pagato a caro prezzo anche le 16 palle perse totali. La Stella Rossa è stata letale nella transizione primaria, capitalizzando ogni errore delle Vu Nere. Mentre la Virtus faticava a trovare ritmo nel gioco collettivo, affidandosi troppo alle fiammate individuali di Carsen Edwards, la squadra di Belgrado ha mostrato un gioco corale più solido. Nikola Kalinic è stato l'uomo decisivo: ogni volta che Bologna si riavvicinava, le sue triple hanno ristabilito le distanze.
Infine decisivo l'impatto dalla panchina. Mentre la Virtus ha cercato energia da Matt Morgan, apparso però a sprazzi, la Stella Rossa ha trovato contributi pesanti dalla second unit. Yago Dos Santos ha cambiato marcia alla partita nel secondo quarto, portando un'intensità che i bianconeri, non sono riusciti a pareggiare con continuità. La profondità del roster serbo ha permesso agli ospiti di mantenere un'intensità difensiva costante per tutti i 40 minuti.

Alston Jr si conferma, male Pajola
Un Carsen Edwards troppo a sprazzi e molto nervoso non ha inciso come contro il Fenerbahce, fermandosi a 16 punti e tirando così così soprattutto dall'arco. La mancanza di punti nelle mani da parte dei propri esterni è stato forse il fattore chiave che ha condannato alla sconfitta la Virtus.
Non benissimo infatti neanche Luca Vildoza, ancora non in grandi condizioni dopo l'infortunio e che si è acceso troppo tardi.
Serata complicata anche per Ale Pajola. Solitamente un incubo per i playmaker avversari, stasera ha sofferto le accellerate di Miller-McIntyre. Utile in fase di non possesso, ma troppo timido in attacco quando la difesa serba lo ha battezzato sul perimetro.
Derrick Alston Jr. ha confermato di essere il "termometro" offensivo di questa Virtus. La sua capacità di aprire il campo ha messo in crisi la difesa serba nel primo tempo, dove ha agito da vera arma tattica: i suoi 18 punti, conditi da quattro triple pesanti, hanno permesso a Bologna di restare aggrappata al match nei momenti di massima pressione.
Sotto le plance, la nota più lieta in casa bianconera è stata senza dubbio l'energia di Momo Diouf. Con la Virtus ancora priva di Smailagic e Diarra, Diouf si è caricato sulle spalle il peso del reparto lunghi con una prova di grande sostanza e cuore. I suoi 21 punti e 9 rimbalzi raccontano solo in parte l'impatto di un giocatore che ha lottato su ogni pallone vagante, sporcando diverse traiettorie e regalando alla Virtus seconde opportunità vitali.
Se la Virtus ha mostrato sprazzi di talento individuale, la Stella Rossa ha risposto con una prova di forza corale che ha rasentato la perfezione tattica. Al centro di questo ingranaggio oliato si è stagliata la figura di Codi Miller-McIntyre, vero e proprio architetto del successo serbo. Il playmaker americano ha recitato la parte del padrone assoluto del ritmo, alternando con sapienza accelerazioni brucianti a una gestione ragionata dei possessi. Con 10 punti e 11 assist, ha trasformato ogni pick&roll in un rebus irrisolvibile per la difesa bolognese, trovando sempre l'uomo libero o arrivando al ferro con una fisicità straripante che ha messo in crisi il sistema difensivo di Ivanovic.
Una solidità difensiva che ha fatto da base per le scorribande della "scintilla" dalla panchina: Yago Dos Santos. Il brasiliano ha cambiato l'inerzia della gara nel secondo quarto, portando una scarica di energia elettrica che ha mandato in tilt il secondo quintetto di Bologna, firmando 6 punti rapidi che hanno scavato il primo, decisivo solco tra le due squadre.
Dall'arco decisivo il contributo iniziale di Jordan Nwora, che poi è calato nel secondo tempo oltre che quello di un Jared Butler sembra più decisivo in uscita dalla panchina ma oggi uscito per falli. Sono 15 i punti per entrambi.
