EL Playoffs #5 | Valencia, Final 4 strameritate. Pana, "ball don't lie"
Day 9 di Playoffs in Eurolega: Valencia raggiunge Oly, Real e Fener alle Final 4. Il Pana chiude una stagione deludente sin dalle prime gare.
Il Day 9 dei Playoffs di EL, qualifica anche il Valencia alle Final 4.
I nostri 10 flash dopo una gara 5 che ha giustamente sancito la superiorità #taronja sui #greens.

Valencia alle Final, dentro i motivi di una superiorità che va ben oltre gara 5
- Valencia torna ad Oaka, ma questa volta per le Final 4, con pienissimo merito. La squadra di Pedro Martinez si dimostra decisamente migliore di quella di Ataman, indipendentemente dal 3-2. Nella totalità dei 205' giocati, l'impressione è stata netta: una squadra contro un gruppo di individui. Ed il basket resta uno sport di squadra….
- 46-38 a rimbalzo, 16 assist e 10 perse contro un misero 13/13 rivale, 7 recuperi a 4, 8 stoppate a 2 per un 102-51 di valutazione di squadra: sarebbe bastato mettere qualche tiro dall'arco in più nel primo tempo (4/20) per parlare di un'asfaltata storica. Che non è arrivata completamente nei numeri, ma è forse più evidente nei contenuti tecnici della serie.

- Ogni singola battaglia per una palla contesa, le cosiddette 50-50, è stata vinta dai #taronja, senza il minimo dubbio più pronti, reattivi e cattivi: quello che serve per vincere una serie Playoff. E se accade così ad una squadra di esordienti contro una presunta superpotenza con tutta l'esperienza necessaria, vuol dire che il dominio ed i meriti sono palesi.
- Badio e Montero pesano 163 kg in due. La prossima volta che sentiamo dire “è troppo piccolo per l'Eurolega” urgerà una riflessione profonda. La difesa dell'ex Barça su Nunn entra nella storia della competizione, oltre ad essere entrata nella testa del fenomeno in maglia Pana. Il nativo di Rufisque (Senegal) è uno dei tanti che i blaugrana hanno pensato bene di mollare, bollandolo come non per il loro livello. In gara 5, oltre a quella difesa tentacolare, atletica e tecnica, ne mette pure 20 con 5 rimbalzi e 25 di valutazione. Il dominicano non riesce a riscrivere i libri di EL toccando i 100 punti in una serie Playoffs tuttavia ancora una volta è a quota 24 di valutazione (19-25-21-45-24 nelle cinque gare con 26,8 di media) ed è protagonista di alcune giocate di qualità estrema.
- Il “maestro” Pedro Martinez! Diciamocela tutta, dalla Spagna a tutto il continente (e noi tra quelli) lo si è sempre considerato uno che faceva giocare benissimo ma che ad un passo dal traguardo commetteva qualche errore di troppo (vedi semifinale di Copa del Rey): questa serie cancella tutto ed è un gradissimo merito per un vero e proprio professore del gioco.

Pana, scoperto il bluff: un'intera stagione senza mai convincere. Ball don't lie…
- 6 sconfitte ad Oaka in stagione regolare ed altre due nei Playoffs in un totale di 22 gare casalinghe: è solo un dato ma spiega tantissimo della stagione #green. Non che fuori si sia brillato, con prestazioni inquietanti come ad esempio quella di Belgrado (Zvezda) e quella di Milano, tuttavia il dato del parquet amico racconta di individui ricchi di personalità che non sono mai stati una squadra di personalità. Ball don't lie, appunto.
- I problemi nascono da lontano, vedi mercato. L'onerosa firma di TJ Shorts era parsa ai più attenti sin da subito il classico inserimento (ok, dovevo scriver “fit”, era più figo) assai complicato. Il giocatore aveva dimostrato caratteristiche di un certo tipo, molto evidenti: se vuoi TJ devi dargli le chiavi della squadra e devi permettergli di guidarla alla sua velocità. Era il Pana una squadra capace di giocare al ritmo che valorizza al meglio un tale giocatore? Mai e poi mai. Ci sarebbe poi il tema della convivenza sul parquet con Nunn, ovvero coppia che fa della difesa un concetto sufficientemente estraneo, altra situazione evidentissima. Sentire oggi Ataman dire che «proveremo con Toliopoulos perchè quando c'è in campo TJ attacchiamo 4 contro 5» è francamente un'accusa al giocatore abbastanza gratuita. Sì, a quel ritmo TJ perde il 90% della sua efficacia. Ma si sapeva prima.
- Ergin Ataman è un allenatore unico. Personaggio molto particolare, idolatrato dai propri tifosi ed odiato da tutti gli altri, è un vincente nato, capace di dimostrarlo negli anni recenti di Eurolega. Come tutti i grandi, quando cade fa molto rumore, anche perchè ha spesso degli atteggiamenti che fanno discutere e generano molte perplessità. In questa serie ha evidenti responsabilità tecniche dovute alla mancanza di idee contro il sistema di Valencia ed il talento di Montero e Badio. Raddoppiare? "Hedge" profondi"? Togliere la palla dalle mani dei due e concedere ritmo a tutti gli altri oppure accettare anche i trentelli ma togliere dall'arco #taronja tutte le altre frecce? Non si è capito nulla di ciò che voleva fare il Pana, con l'aggravante dell'accantonamento di tanti, troppi profili. Mitoglou totalmente fuori dai giochi, proprio TJ poco più di 12' tra tra 4 e gara 5, Kalaitzakis non pervenuto (anche per problemi fisici), Faried 28' totali in 5 gare, Rogkavopoulos sparito da gara 4, Hayes-Davis (sicuri servisse lui a quesa squadra?) con soluzioni a singhiozzo, solo ed unicamente frutto delle sue iniziative. La lista sarebbe ancora lunga ed è solo lo specchio di quanto abbiamo visto da inizio anno. Ed a proposito di inizio anno, è da ottobre che la faccia di Ergin ha i tratti della rassegnazione, ben diversa da quella degli anni dei tanti trionfi. E' un segnale che abbiamo colto da subito ed è dimostrazione di qualcosa che il Coach sapeva benissimo non potesse andare. Attenuante Sloukas? Certo, ma non può bastare per tale pochezza.
- Kendrick Nunn, Mathias Lessort e Juancho Hernangomez. Tre nomi, un campione, un grande giocatore ed uno buonissimo, in rigoroso ordine. Tutti e tre sempre e comunque oltremodo nervosi, pronti a discutere ogni chiamata arbitrale anche oltre il limite dell'ovvietà (vedi Juancho in gara 4). Energie nervose sprecate, un vittimismo ingiustificato ed un rendimento sul parquet che ne ha risentito fortemente ed ha influenzato negativamente la serie. Certo è che se l'esempio nel club deriva da quanto fa il suo proprietario ecco che i giocatori si sentano in diritto di agire in quel modo. Sì, serve ricordare che il pesce puzza sempre dalla testa, mai come in questo caso.
- Lasciare le conferenze stampa senza rispondere alle domande è un comportamento da censurare e da punire. E' successo due volte in questa serie ed è una mancanza di rispetto a chi lavora, come gli allenatori stessi, nonchè un'umiliazione del prodotto Eurolega. Se poi tra ciò che si dice non si manca di sottolineare la differenza nei liberi tirati, va bene, è un diritto e lo si può fare, tuttavia non ricordiamo questa sottolineatura in occasione della serie vincente contro il Maccabi nel 2024. Il Pana ha perso per ben altre ragioni.
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