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Luca Vildoza in azione contro Valencia
Luca Vildoza in azione contro Valencia

La reazione attesa, nonostante la sesta sconfitta consecutiva in Eurolega.

Alla fine passa Valencia a Bologna, ma la Virtus rimane in partita fino a tre minuti dalla sirena finale e rialza la testa, quantomeno in termini di atteggiamento, dopo la pessima prova offerta contro Paris.

Ci si attende una prestazione diversa rispetto a quella di martedì al Paladozza e le Vu nere non deludono le aspettative: Valencia, quarta in classifica, deve sudare per conquistare l'ennesimo successo della propria annata e non riesce a scappare fino al trentasettesimo minuto.

Nel post gara, Nenad Jakovljevic parte dai meriti dell'avversaria nell'analizzare quanto accaduto sul parquet:“Le partite come quelle di stasera sono partite non facili da giocare, anche considerando che abbiamo giocato un’altra partita difficile due giorni fa. Loro sono indubbiamente molto bravi, sia a livello difensivo che offensivo. Penso sia sempre stato difficile giocare contro squadre come questa da quando sono qua da tre annni, visto che storicamente abbiamo sempre sofferto le squadre che riescono a esprimere questo livello di intensità e fisicità. Ma queste non vogliono essere scuse. Sono stato contento della reazione che i ragazzi hanno avuto nei primi venti minuti, anche se sono scontento del fatto che alla fine del primo tempo potevamo essere più avanti se non avessimo sbagliato certi canestri facili." Serviva la partita perfetta per battere una squadra in lotta per il fattore campo ai playoff, la Virtus ha sbagliato qualcosa di troppo ed ecco spiegato il -13 finale; in ogni caso, come detto, Edwards e compagni giocano con intensità e non escono mai dall'incontro.

“Nei secondi venti minuti - prosegue il tecnico bianconero - abbiamo avuto problemi di lettura della partita, visto che non siamo stati in grado di riconoscere certe situazioni, soprattutto a livello offensivo. Cerco sempre di spiegare ai miei giocatori  che breve attacco vuol dire breve difesa e che di conseguenza non è mai facile sprintare all’indietro se non si è pronti fisicamente e mentalmente. Sicuramente abbiamo avuto problemi con i loro centri che sono centri atipici.” La Virtus soffre a rimbalzo nel primo tempo, mentre nel secondo perde qualche pallone di troppo e non riesce a difendere in maniera aggressiva con continuità, così Valencia punisce segnando i canestri decisivi per spegnere sul nascere i vari tentativi di rimonta bianconeri.

Prosegue, poi, la lettura dell'incontro da parte di Jakovljevic:“Se devo analizzare l’intera partita dico che sono dispiaciuto perché abbiamo perso, ma allo stesso tempo devo ammettere che loro sono davvero un ottimo team. Non possiamo controllare la percentuale delle loro triple, ma possiamo controllare altri aspetti come i rimbalzi e gli uno contro uno."

L'allenatore virtussino cita, inoltre, la prova individuale di Akele, ultimo a mollare e guida per i compagni più giovani in termini di durezza mentale e capacità di mettersi al servizio della squadra: "In conclusione voglio dire che in squadra abbiamo un giocatore che è anima e leader: Nicola Akele. Nicola è sempre pronto e professionale, sia quando gioca poco sia quando gioca di più: dà sempre l’anima e si mette in gioco, nonostante il minutaggio non sempre ampio. Lui si mette sempre a disposizione, soprattutto nei momenti più complessi. La sua attitudine e il suo animo devono essere lo spirito di questa squadra.

Nenad Jakovljevic ripesca, poi, un concetto da sempre caro al suo predecessore Ivanovic: “Abbiamo ridotto in numero dei palloni persi, ma possiamo sempre fare meglio. I palloni persi sono il frutto della frenesia offensiva ed è in questo che dobbiamo fare un passo avanti. Meglio due canestri da due che uno da otto che non esiste. Dobbiamo migliorare nel rallentare quando lo svantaggio inizia ad allargarsi.” Attaccare con pazienza è fondamentale per limitare il numero di errori e palle perse, a maggior ragione quando l'avversario fa della transizione la propria arma principale: in questo senso, non aiuta di certo l'infortunio occorso a Vildoza, abile nel gestire i possessi anche nelle situazioni più complicate.

"A volte semplicemente entrano i tiri e altre no  - conclude il tecnico delle Vu nere riferendosi alla percentuale da tre punti - non è un dato che possiamo controllare. C’è da lavorare e lo faremo. Molto peggio aver sbagliato tre appoggi facili sotto canestro che equivalgono a sei punti facili. Non sempre la qualità di questi tiri da tre mi è piaciuta ma vi assicuro che la palla entrerà nel cesto: è solo questione di tempo.”

Per la Virtus è, adesso, tempo di pensare allo scontro diretto di campionato contro Venezia: i bianconeri ripartono dalla consapevolezza di aver reagito alla brutta prestazione fornita contro Paris, con l'obiettivo di tornare a fare bottino pieno davanti al proprio pubblico.

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